Allegato 1 - Comune di Pieve Porto Morone
“Con riferimento alla Conferenza di valutazione della Vas del PGT effettuata in data 18/1/2008, in attesa di ricevere ulteriori dati, in particolare quelli relativi agli indicatori, così come annunciato nella riunione stessa, per poter esprimere un parere, visto il verbale ricevuto, si trasmette la sintesi delle osservazioni formulate dalla nostra Associazione in quella sede.
· Il Comune rientra negli ambiti territoriali tematici 26.1, 26.19 e nell’ambito unitario A del PTCP e deve quindi perseguire gli indirizzi e gli obiettivi indicati dalle Norme di Attuazione per i citati ambiti.
· Tutta la superficie comunale ricade in “aree di consolidamento dei caratteri naturalistici”, di cui all’art. 33 del PTCP, che prevede specifiche norme, in particolare ai commi 10, 13, 14-b e 14-c, oltre che disposizioni integrative relative agli ambiti di pertinenza dei corsi d’acqua, così come definiti dal comma 15.
I criteri per la viabilità paesistica andrebbero approfonditi nel Piano delle Regole, perché sono poco più che la trasposizione dei contenuti del PTCP, mentre la proposta di PTR (approvata di recente dalla Giunta Regionale) sembra individui già qualcosa di più dettagliato.
Dall’esame della Relazione del DdP emerge che vengono indicati gli obiettivi del PTCP, ma non viene descritto come sono coniugati o perseguiti nelle scelte di piano.
Viene indicato un dato che prevede la riduzione delle aree agricole del 6,7%, dall’approfondimento dei dati relativi alle previsioni, sembra di capire che la riduzione effettiva sia solo del 3%, in quanto il resto viene destinato ad aree di salvaguardia non edificabili e quindi da ricondurre comunque a zone “agricole”.
Complessivamente l’espansione sembra sovradimensionata se rapportata allo sviluppo della popolazione negli ultimi dieci anni, ai dati della tabella che segue (frutto di elaborazioni tratte da dati MISURC) e soprattutto in rapporto ai 5 anni di validità del PGT, inoltre questa espansione viene definita sostenibile, ma si tratta di un giudizio non supportato da dati.
Comune di Pieve Porto Morone Pavia
Destinazione % su superficie comunale % su territorio provinciale
Residenza4,973,50
Produttivo2,681,41
Commerciale0,330,14
Servizi comunali1,791,66
Servizi sovracom.0,240,56
Infrastrutture2,062,01
A pag. 47, si dice giustamente che il PGT è soggetto alla concertazione di cui all’art. 19 del PTCP, ma non risulta che gli elaborati tecnici previsti siano stati inviati ai comuni limitrofi (che la VAS estende anche a quelli fuori provincia) e questo doveva essere fatto con le procedure del citato art. 19, che sostanzialmente avrebbero potuto essere integrate nella procedura della VAS, risparmiando sicuramente del tempo.
Con riferimento alla scelta di definire nel PGT un Plis, si ricorda che la recente DGR 6148/07 prevede specifici contenuti da inserire negli elaborati di piano.
Sul territorio comunale vi è un’area classificata con DGR 4197/07 come ZPS, l’Amministrazione Comunale ha provveduto, come dichiarato nella riunione del 18 gennaio, ad invitare l’autorità competen te, nella documentazione disponibile relativa al PGT, non c’era però alcun elaborato relativo alla Valutazione d’incidenza o il relativo parere regionale, che in base al dlgs 152/06 si ritiene deb ba essere ottenuto prima della conferenza di valutazione.
Manca nella tav. A16, probabilmente per un problema informatico, il vincolo dei 150 mt. dal fiume (ex dlgs 42/04), e forse manca anche qualche bosco, ad es. quello lungo l’argine dove curva a dx quasi per arrivare a Zerbo e qualche filare rispetto alla cartografia Ersaf.
Sia per le previsioni del PTPR, sia per il fatto che il territorio comunale è classificato nel PTCP come consolidamento dei caratteri naturalistici, ma anche per elevare la qualità degli interven ti dove si è edificato senza attenzione al paesaggio (e quindi in caso di demolizione con ricostruzione o ristrutturazione edilizia) proponiamo che la definizione delle classi di sensibilità pae sistica si traduca in scelte più consone alle previsioni degli strumenti sovra ordinati, come:
- partire, nella classificazione, dalla sensibilità bassa-media e non bassissima;
- chiarire meglio il meccanismo per cui gli interventi in un lotto assumano come riferimento, nel caso di più classi di sensibilità paesistica confinanti, sempre quella più alta;
- non vi dovrebbero essere salti di classi, e nella riclassificazione occorrerebbe adeguare i livelli a quelli immediatamente superiori.
Riteniamo occorra rivolgere una certa attenzione ad elementi che emergono da studi abbastanza recenti:
- ersaf 2006, le carte per le zone agricole relative a fattori limitanti la capacità dei suoli ad accettare reflui zootecnici o spandimento fanghi, prevedono che 1/3 circa del territorio rica de in zone non molto adatte, è un parametro di cui tener conto non solo per le aree agricole;
- dallo studio sul suolo del 2006, promosso dalla Provincia, risultano su 5 analisi fatte nel comune, dati di un certo rilievo relativamente alla presenza di cromo, infatti, in due punti i valori vanno oltre la soglia di legge che è 150, in uno arriva a 200 e negli altri 2 è a 127 e 134; crediamo che qualche considerazione su questi dati vada fatta, in particolare nella VAS.
La sintesi non tecnica va completata, in base alle indicazioni regionali, anche con il dettaglio del percorso seguito, va messa a diposizione, in un buon numero di copie al pubblico, con adeguata pubblicizzazione.
Si segnala che la Regione sollecita l’inserimento della documentazione per la consultazione in un sito internet mettendo anche a disposizione un apposito spazio nel proprio sito.
La Carta regionale Ambientale della Pianura (CAP) definisce la viabilità storica primaria e secondaria, non tutte le indicazioni vengono riprese, se devono essere fatte delle esclusioni, si ritie ne opportuno che vengano adeguatamente motivate così come sembrerebbe opportuno mantenere o integrare, ma non cambiare la classificazione regionale.
Il mulino Bozzetti è riportato come fabbricato storico nella CAP, ma non è stato segnalato, contrariamente alla cascina Roggioni, tutti e due figurano nella carta storica dell’IGM, ma nella carta del paesaggio l’area viene indicata con sensibilità 2. Anche le cascine la Fornace, il nucleo di Mezzanino e la Buscarina erano indicate nell’IGM, ma non vengono riportate come nuclei storici.
Per l’espansione dell’area produttiva collocata a sud del territorio comunale, per il trattamento d’inerti, si segnala l’opportunità di utilizzare la procedura di cui all’art. 208 del dlgs 152/06, gestita dall’Amministrazione Provinciale.
L’area commerciale necessita a nostro avviso di qualche approfondimento, decisivi saranno i dati che emergeranno dagli indicatori che devono essere presentati, inoltre può configurarsi come centro commerciale, viste le definizioni del regolamento regionale infine occorre rilevare che il PTCP disincentiva insediamenti, in particolare commerciali lungo arterie di grande traffico, in partico lare quelle provinciali, sarebbe quindi opportuno riconsiderare le scelte in base agli art. 15 e 28 (punto 3) delle NTA del PTCP.
Non sembra sia stato sviluppato il necessario collegamento che deve essere previsto tra opere programmate, reperimento delle risorse economiche e piano delle opere pubbliche, ai sensi dell’art. 9 comma 3 e comma 2 punto d) dell’art. 8 della l.r. 12/05;
Nel ribadire l’impegno a fornire in un tempo ragionevole un ulteriore contributo dopo aver ricevuto in particolare i dati quantitativi relativi agli indicatori (elemento essenziale per la VAS), si riconferma il suggerimento che una seduta conclusiva di valutazione rappresenterebbe sicuramente la soluzione migliore per concludere la procedura. Infatti, anche alla luce della recente pubbli cazione sul BURL dei contenuti della DGR 6420 del 27.12.2007, si conferma la necessità che la Conferenza di Valutazione si esprima dopo il deposito della proposta di DdP (PGT), del Rapporto Ambien tale e della Valutazione d’incidenza (acquisito il parere obbligatorio e vincolante dell’autorità preposta).”