Oggetto: sintesi dell’intervento nella conferenza di Valutazione dell’8 maggio 2008
Piano tecnicamente ben fatto per la parte urbanistica, con soluzioni innovative interessanti, non altrettanto non sembra per la parte ambientale ed alcune scelte localizzative non condivisibili,
anche perché non supportate da adeguate valutazioni in particolare nel “rapporto ambientale”.
Avevamo chiesto nella prima riunione del 16/10/07, seppur in veste diversa, di ampliare e rendere possibile una reale partecipazione ed in effetti ci sarebbe piaciuto confrontarci in tavoli di
lavoro su alcuni argomenti specifici, oltretutto così, probabilmente, alcune delle osservazioni sarebbero state evitate. Comunque a titolo collaborativi si elencano tutte, alcune semplicemente
tecniche, altre di contenuto diverso:
- nella relazione di piano e nella cartografia si fa riferimento al PTPR ormai superato, in quanto in quello approvato dalla Giunta Regionale a gennaio 2008 vi sono cartografie diverse e tavole
in più, oltre a norme ed indirizzi di riqualificazione e contenimento del degrado paesistico nuovi. Tra l’altro nella tavola B, salvo errate interpretazioni (visto che la scala è al 300.000), mi
sembra sia prevista una strada panoramica, quella per Calignano;
- la tav. A5 viene definita evoluzione storica, ma rappresenta il Mosaico Informatizzato degli Strumenti Urbanistici (MISURC), la rappresentazione corretta dell’evoluzione storica si trova nel
repertorio C6;
- nella tav. A8 si rappresenta anche il nucleo storico, a nostro parere però occorrerebbe aggiungere nell’analisi che emerge dalla documentazione ad esempio quanto riportato dalle
tavole IGM e dalla Carta Ambientale della Pianura (CAP - Regione Lombardia) e cioè che a Calignano è più esteso nella parte ovest a nord della strada, così come alcuni edifici a Borghetto, la ca
scina Colombera e i fabbricati a sinistra entrando in paese da Pavia, dopo il ponte sulla Roggia Grande;
- tav. A7 e A10, in queste tavole non abbiamo trovato i filari individuati dalla cartografia DUSAF che possono fornire indicazioni molto utili per la parte paesistica e per la rete ecologica;
- la tav. 12 risulta di difficile lettura gli azzurri ed i blu si confondono molto, così come i verdi tra loro, un retino aiuterebbe molto;
- la tav. 13 è invece difficilmente leggibile ma solo per la qualità dell’immagine;
- per tav. 20, carta dei vincoli, in parte occorre ricollegarsi a quanto detto al punto 3, inoltre si segnala che non sono riportati i boschi, pur individuati in altre tavole. Inoltre la viabi
lità storica della CAP risulta molto più estesa ed occorre quindi tenerne conto;
- la tav. C3 presenta un notevole un uso di sfumature cromatiche, ma le aree a servizi di progetto si confondono con altri verdi e confondono nella sostanza le varie destinazioni;
- abbiamo molto apprezzato la tav. 19, sia nella forma che nei contenuti, anche perché riesce a rendere le suggestioni del progetto di piano. Per la sua concreta attuazione, sarebbe però neces
sario prevedere per tutti gli interventi previsti, come per le aree di trasformazione, i tempi di realizzazione, compresa, se non la localizzazione, almeno la quota parte della ricomposizione del
paesaggio agrario. A proposito dei costi delle “trasformazioni” non abbiamo trovato cenno della compatibilità delle previsioni del PGT con quanto previsto dalla lr 12/05, art. 8, comma 2, punto
“d”;
- ci sembra vi siano alcune destinazioni che si pongono in modo problematico con il PTCP (che viene riportato speso integralmente, ma quasi mai coniugato negli obiettivi ed indirizzi con azioni
corrispondenti), dal ridimensionamento dell’area di consolidamento dei caratteri naturalistici a nord del comune e a ovest dell’Olona (indicata in parte come agricola, in parte come agricola di
salvaguardia, ma non come il resto a zone agricole d’interesse naturalistico), ad alcune previsioni di trasformazione come R5, R9, S1; per queste aree si intende chiedere una modifica di PTCP?
- azionamento acustico: ci sembra che siano state scelte le soluzioni più semplici per le criticità rilevate e cioè ad esempio quella di interporre, nei centri abitati, una fascia di classe III
invece di adottare un piano di risanamento acustico, oppure non utilizzare la classe I per nessuna area (scuole, parchi pubblici, aree rurali, ecc.). Anche nelle nuove previsioni sembra ci siano
aree in cui si potrebbe puntare ad un ambiente meno rumoroso, come l’area “sanitaria”;
- Sulle scelte insediative avremo sicuramente delle divergenze, innanzitutto perché non abbiamo trovato nella VAS né l’analisi di scenari diversi, né le valutazioni delle scelte, né gli indica
tori quantitativi per il confronto tra l’esistente e le previsioni. Poi non riusciamo proprio a comprendere come alcuni interventi possano essere attuati nel rispetto delle indicazioni regionali e
provinciali: il PII a forma triangolare di Prado lungo la strada, l’area industriale 1, che poteva essere collocata a completamento dell’esistente dall’altra parte della Roggia Carlesca, le
aree residenziali R1, R2, R5, R10, R11, ma anche quelle a servizi S1 ed S3, di cui sarebbero necessarie indicazioni
più approfondite di destinazione;
- come purtroppo rilevato da molte altre parti, la VAS, procedura nuova che tutti stiamo imparando, ci sembra un punto debole. Pur considerando che la procedura del PGT è iniziata prima dell’ap
provazione della DGR 6420/08, non vi è alcuna individuazione degli scenari e gli indicatori che sono tra i punti fermi di questa procedura. Infine si segnala un problema probabilmente dovuto ad un
errore di file, perché il testo del Rapporto Ambientale è identico a quello della Sintesi non tecnica;
- Normativa:
- Art. 27: ci sembra che per un risultato migliore dal punto di vista paesistico, la valutazione dei progetti debba tenere conto anche della classificazione dei lotti confinanti ed assumere
sempre come riferimento per il calcolo della “soglia” la classe più alta. In questo modo si eviterebbe anche salti di due classi tra un lotto e l’altro. Infine non ci sembra corretto inserire
l’area agricola in zona “molto bassa”;
- La formulazione del testo iniziale di questo articolo, può prestarsi ad una interpretazione non corretta delle norme regionali, sarebbe meglio inserire all’inizio del comma la seguente frase:
“In tutto il territorio comunale i progetti che incidono sull’esteriore aspetto dei luoghi e degli edifici sono soggetti a esame sotto il profilo del loro inserimento nel contesto e devono essere
preceduti dall’esame di impatto paesistico.” Per poi continuare con il resto dell’articolo;
- All’art. 30 è prevista, giustamente, la sostituzione di essenze arboree ma si fa riferimento genericamente ad “esemplari di specie uguale od analoga per caratteristiche fisico morfologiche”,
dizione che appare molto generica e che a nostro avviso sarebbe meglio sostituire con il riferimento alle piante autoctone previste ad esempio dal Parco del Ticino, sperimentato positivamente
ormai da anni. Il comma 2 parla di “incentivi”, che probabilmente per mancanza di tempo non siamo riusciti a trovare nel resto degli atti;
- Art. 31: al comma 3 è previsto che ogni albero di alto fusto abbattuto venga sostituito “a meno che le caratteristiche del progetto o considerazioni tecniche agronomiche non comprovino la
necessità di differenti soluzioni”, abbiamo già sperimentato da anni queste soluzioni ed infatti molti alberi sono stati tagliati e non ripiantati, a nostro avviso occorrerebbe prevedere che ne
venga piantato uno, con adeguate dimensioni e cura per almeno due anni, nelle aree messe a disposizione dal comune su aree proprie o in convenzione con gli agricoltori.
Ci sarebbe infine piaciuto trovare nel piano, tra le altre “suggestioni”, anche almeno un perimetro per il Parco Locale d’Interesse Sovracomunale (PLIS) dell’Olona.