Allegato 7 - Comune di Garlasco
Innanzitutto ci scusiamo per non aver partecipato alla riunione di questa mattina, ma un’improvvisa convocazione in Provincia per la garzaia della Roggia Torbida ci ha impedito di essere presenti.
Con riferimento alla Variante in oggetto, Legambiente considera sostanzialmente possibile l’esclusione della variante in oggetto dall’assoggettabilità a VAS, ma per una corretta e completa procedura, riteniamo vi sia la necessità di ulteriori approfondimenti in particolare relativamente agli aspetti urbanistici e agli obiettivi che l’Amministrazione si pone con l’intervento in oggetto.
A questo scopo, come contributo di approfondimento, si fa presente quanto segue.

Aspetti urbanistici
Premesso che avrebbe sicuramente aiutato la pubblicazione sul sito internet di alcuni elaborati, come prevede la DGR 6420/07, tra cui oltre al rapporto di screening (che abbiamo per tempo ricevuto per posta), almeno la relazione tecnica della variante e una planimetria in scala adeguata; non avendo avuto a disposizione tali documenti è stato difficile comprendere alcuni aspetti, a volte, anzi, impossibile.
L’intervento sembra costituire una parziale modifica della destinazione d’uso del PL in cui è inserito. A tale variante l’Amministrazione sembrerebbe voler applicare la procedura di approvazione semplificata di cui alla l.r. 23/97 (per la parte rimasta in vigore ai sensi dell’art. 25 della l.r. 12/05).
Purtroppo però dalla documentazione non si capisce a quale lettera del comma 2 dell’art. 2 della citata l.r. 23/97, si faccia riferimento e questo non consente di essere più precisi nelle consi derazioni, che saranno eventualmente sviluppate successivamente ad ulteriori informazioni in merito.
Ci sembra inoltre necessario conoscere come l’Amministrazione intende organizzare il resto del PL 17, visto che lo stesso, insieme al 16 e 18, erano stati assoggettati, sempre ai sensi della l.r. 23/97, art. 9, a pianificazione d’interesse sovra comunale e se è vero che questa parte di legge è stata abrogata, rimangono valide (e riteniamo impegnative per gli Amministratori che le hanno accolte) le motivazioni contenute nel parere regionale del 7-5-03, che per varie ragioni chiedeva di “garantire un adeguato livello di accessibilità ed un opportuno inserimento ambientale”, oltre a “particolare attenzione all’organizzazione del sistema verde e degli spazi pubblici in genere, che dovrà garantire opportuni filtri mitigativi verso i territori agricoli circostanti”.
Un’altra indicazione necessaria, che probabilmente sarà contenuta nella relazione tecnica, è se il comune è dotato di piano dei servizi (questo sia per definire la quantità di standards, sia per l’applicazione del comma 10 dell’art. 9 della l.r. 12/05).

Valutazione Ambientale Strategica
Siamo in una fase in cui tutti stiamo iniziando ad applicare una procedura nuova per cui anche in questo caso le osservazioni sono finalizzate, in parte, più a mettere a punto un possibile percorso condiviso che allo specifico caso in esame.
Nella fase preliminare di orientamento e impostazione del Piano (o della Variante, come in questo caso), il processo di Valutazione Ambientale procede ad un'analisi preliminare di sostenibilità degli orientamenti del Piano e svolge, quando necessario, la “Verifica di esclusione” (screening).
Gli orientamenti iniziali si costruiscono, di regola, tenendo conto di molteplici componenti, ne fanno parte gli indirizzi politici dell'amministrazione responsabile dell’elaborazione e attuazione del Piano, gli interessi settoriali o territoriali presenti, la pressione sociale su aspetti specifici e naturalmente dovrebbero contenere, come interesse ulteriore, la volontà di miglioramento ambientale del territorio o del settore da pianificare. Questa volontà di partenza è, a nostro avviso, un fattore molto importante per il futuro sviluppo del Piano ed occorre cominciare proprio dall'analisi di sostenibilità degli orientamenti iniziali, valorizzando e potenziando le intenzioni di miglioramento ambientale espresse nella fase di impostazione. Si comprende quindi che alcuni dei rilievi o delle richieste di precisazioni contenute nella parte dedicata agli aspetti urbanistici, ha una ricaduta anche nella fase di “orientamento ed impostazione”.
La decisione se sottoporre o no un Piano, o una sua variante, al processo di VAS ai sensi della Direttiva 01/42/CE è denominata convenzionalmente “Verifica di esclusione” (screening). La finalità della Verifica di esclusione è di evitare carichi inutili nell’elaborazione di taluni Piani, ma anche di garantire che la Valutazione Ambientale (VAS) venga effettuata ogni volta che essa sia necessaria, cioè per prevenire ed evitare problemi ambientali significativi a partire dal momento stesso della pianificazione.
La Verifica di esclusione comporta un’articolata successione di operazioni di analisi e di valutazione, che dovrebbe coinvolgere soggetti esterni all'amministrazione che pianifica e che comportano attività di informazione ai cittadini, a garanzia della trasparenza del processo decisionale. Nel condividere l’impostazione fornita all’inizio del punto 1.3 del documento di screening, si fa presente che almeno in futuro siano da sviluppare le modalità d’informazione, in quanto ad esempio non è stata pubblicata sul sito web, oltre alla documentazione già citata, la DGC che delinea tra l’altro il percorso partecipativo e quindi l’individuazione del pubblico e delle modalità d’informazione, che a nostro parere non devono limitarsi ad una comunicazione sulle conclusioni adottate.
Entrando poi nel merito della procedura per assoggettare o no a Valutazione Ambientale (VAS) la variante, l'insieme delle informazioni che devono essere esaminate nella Verifica di esclusione è assai ampio e strutturalmente non diverso da quello necessario per la Valutazione Ambientale, dalla quale differisce in sostanza solo per il livello di approfondimento delle analisi e per il carattere necessariamente sintetico delle stime. Riteniamo quindi necessario sottolineare che l’Amministrazione dovrebbe esplicitare gli “obiettivi generali e lo scenario di riferimento” dell’as setto che intende dare a tutta la zona interessata in particolare dal PL 17, ma anche dagli altri due, perché è proprio da queste indicazioni che possono essere sviluppate le conclusioni della procedura di esclusione.