Oggetto: Suap ditta FM Spa, procedura Variante di PRG e VAS
Preg.mo Sig. Sindaco, come con tutte le Amministrazioni Comunali avevamo impostato sin dall’inizio un rapporto costruttivo, purtroppo l’impressione che abbiamo, sia da come è stato gestito finora
l’iter della pratica FM Spa, sia per le dichiarazioni alla stampa, che tutto sia già deciso e che gli adempimenti normativi siano solo un “fastidio burocratico” da ridurre il più possibile nel
tempo e nei contenuti.
Sappiamo Sig. Sindaco che per molti sarebbe bene che le Associazioni ambientaliste si occupassero di “scarichi velenosi nel Lambro” (come lei suggerisce dalle pagine della Provincia Pavese del
31.7.08) e lasciassero agli amministratori e agli imprenditori la gestione del territorio e le speculazioni fondiarie, senza “disturbare”. La nostra pluriennale attività ci ha portato ad affrontare
svariati problemi ambientali, compreso quello della tutela delle acque dall’inquinamento, problema per il quale le Amministrazioni Comunali - oltre a potere contare sulla sensibilità e sull’impegno
delle associazioni ambientaliste - si possono rivolgere alla Provincia, che ha le competenze e le possibilità per intervenire in materia.
Pianificazione urbanistica e uso del suolo sono tra i temi di lavoro previsti dallo Statuto di Legambiente e dunque continueremo ad occuparci di territorio ed in particolare di vicende come quella
per cui siamo qui oggi.
Per entrare nel merito della “pratica” della FM Spa, abbiamo nei mesi scorsi inviato contributi propositivi; il primo (
all. 1)
, in data 5 maggio 2008, chiedeva
di effettuare prima di ogni procedura
di Sportello Unico per le Attività Produttive, la VAS, come previsto dalle norme vigenti. La nostra lettera anticipava la presentazione del documento di “scoping”, onde evitare di intervenire
successivamente all’esame dello stesso nella prima conferenza di valutazione e far trascorrere ulteriore tempo. Dopo pochi giorni, veniva convocata la prima riunione per il 14 maggio 2008 e presen
tato un documento di “scoping” che disattendeva quasi tutti i contenuti segnalati nella nota del 5 maggio.
Da allora il documento di “scoping”, pubblicato il 19 maggio, non è mai stato completato, nonostante nella riunione del 14 maggio avessimo ribadito le necessità di integrazione e questa mancanza ha
contribuito sicuramente alla redazione di un Rapporto Ambientale inadeguato.
Il 26 maggio, prot. n. 1876, veniva depositata presso l’ufficio tecnico la “proposta” di Rapporto Ambientale: dodici giorni per un RA crediamo sia un record difficilmente superabile….. Lo stesso
veniva pubblicato il 7 giugno sul sito internet del Comune e per l’8 luglio veniva convocata la conferenza di valutazione. In quella sede formulammo (e questa volta non fummo i soli) una serie di
rilievi al RA, che riportiamo in allegato (
all. 2)
e che sono stati ancora una volta sostanzialmente disattesi. Ricordiamo tuttavia che se la pratica
proseguirà, nel “parere motivato” a quei rilievi e a quelli che seguono, dovrà comunque essere data puntuale risposta.
Il 16 luglio, dopo otto giorni, il nuovo Rapporto Ambientale (RA) era pronto, veniva pubblicato sul sito internet (in realtà il documento è datato 17.7.08 ore 7.55, ma è un dettaglio……) e veniva
convocata la riunione di valutazione conclusiva per la data di oggi. E signor Sindaco….sempre richiamandoci alle sue dichiarazioni alla stampa, nella scelta del giorno non è stata certo chiesta
indicazione a Legambiente, che ha manifestato cosa pensava della convocazione, poco dopo averla ricevuta.
Nel merito del Rapporto Ambientale, facciamo presente alcuni aspetti, senza dilungarci molto, visto che le precedenti osservazioni non sono servite….
Prima di tutto alcune considerazioni sulle planimetrie relative alla variante che risultano ancora “urbanisticamente” non corrette e dalle quali risulta che l’area della variante di PRG, che
verrebbe trasformata da zona agricola a produttiva, ammonta (forse… e sottolineiamo
forse, visti gli atti) a 137.443 mq. e non può certo dirsi una “piccola area”, in quanto triplicherebbe
la superficie a destinazione produttiva del Comune, con un aumento del 228%, che porterebbe la percentuale della superficie produttiva, sul totale del territorio comunale, dallo 0,65 % al 2,12%.
A pag 7 del RA vengono correttamente individuati, con riferimento all’allegato I della direttiva 2001/42/CE, i “possibili effetti significativi sull’ambiente” da considerare; peccato che poi nel
resto del documento manchi l’analisi dei suddetti effetti e che “l’interrelazione tra gli stessi” non sia nemmeno stata accennata .
In molti punti si cita il progetto Enplan, da noi assolutamente condiviso, ma quanto distante è quel richiamo dalla realtà del testo presentato: è molto chiaro a chi operi una lettura dell’intero
documento.
Ipotizziamo che le mancanze appena elencate siano da addebitare alla fretta (non ce ne voglia l’estensore del RA) di cui comprendiamo benissimo le condizioni e i tempi di lavoro; lo dimostra il
fatto che non si è nemmeno cambiato l’ultimo periodo di pag. 12 che fa parte di un documento di scoping.
A pag. 18 si afferma che condizione per un intervento sostenibile è che “il bilancio d’impatto tra perdite e guadagni sia a saldo nullo”, condividiamo, ma dov’è la dimostrazione di quanto giusta
mente si scrive e che dovrebbe essere illustrato dagli indicatori quantitativi?
Le pag. 21 e 22 sono emblematiche di come si continua a rimandare il nocciolo della VAS. Si parte dal documento di scoping, che però non è mai stato completato, si passa al RA, parlando di indi
catori ed alternative che nemmeno in questa versione sono riportati. Seguono poi le criticità rilevate dalla Provincia (ed in parte dalle nostre note) e si conclude rimandando il tutto alla fase
di “attuazione-gestione”: ma allora la VAS a cosa deve servire???
A pag. 27 viene descritta l’attività della ditta, in considerazione di quanto vi è riportato, dell’
all. 3 e del fatto che nel verbale dell’8 di luglio, anche il procuratore FM, afferma che vi
sarà attività logistica, riteniamo che l’intervento in base alle norme vigenti sia da sottoporre a VIA. A questo proposito chiediamo di conoscere la risposta che è stata data al quesito che
l’Amministrazione Comunale doveva formulare alla Regione sulla necessità di sottoporre l’intervento a VIA, come concordato nella riunione dell’8 luglio scorso.
Pag. 32: si cita il punto 2.5 degli indirizzi di tutela del Piano paesaggistico Regionale, ma non si dice che lo stesso punto ne richiama uno precedente, il 2.3, tra i cui indirizzi vi è, tra
l’altro, anche “l’eventuale acquisizione delle aree laterali all’infrastruttura in misura adeguata allo sviluppo ed attuazione di un progetto di valorizzazione paesistica”.
Pag. 37: sul PTCP ho già detto abbastanza nelle due conferenze precedenti, quindi aggiungo solo che non ho trovato come delle sue norme ed indirizzi si sia tenuto conto, ma solo una mera e
parziale trascrizione.
Pag. 45: vi si trova scritto “si osserva che l’Amministrazione Comunale ha già provveduto ad approfondimenti tematici in sede di Rapporto sull’Ambiente negli anni scorsi”; ci piacerebbe conoscere
questi documenti e come si è tenuto conto del loro contenuto.
Da pag.45 a pag. 83 i contenuti sono praticamente identici alla precedente versione, che per altro presentava solo 9 pagine in meno.
Ci chiediamo quindi a cosa siano serviti i rilievi formulati dalla Provincia e da Legambiente……., visto che questo RA, per quanto sopra esposto, sostanzialmente, ma anche per diversi aspetti
formalmente, non corrisponde, sia nei contenuti che negli obiettivi, a quanto previsto dal comma 4 dell’art. 13 del Dlgs 152/96, dal punto d) del comma 2 della DCR 351/07 e dal punto 6.4 dell’al
legato 1 della DGR 6420/07.
Aggiungiamo infine alcune considerazioni su cosa intendiamo per pianificazione e con quali metodi andrebbe affrontata la trasformazione di un’area agricola.
La nostra Associazione sostiene una pianificazione fisica del territorio che si propone, in un’ottica di sostenibilità, di governare i diversi fattori che intervengono sugli usi del suolo, al
fine di destinare in maniera ottimale le diverse aree agli utilizzi richiesti dalla società, ottimizzando, contemporaneamente, il rapporto tra gli aspetti economici, sociali ed ambientali.
Il concetto è espresso bene dalla citazione che segue tratta da un documento FAO (
FAO Progress Report on Agenda 21 – Integrated Planning and Management of Land Resources - Roma, 1995).
“L’espansione delle esigenze dell’uomo e delle attività economiche sta causando pressioni sempre crescenti sulle risorse territoriali, creando competizioni e conflitti che portano ad un uso non
adeguato del territorio e delle sue risorse. Se, nel futuro, le esigenze dell’uomo devono essere soddisfatte in un modo sostenibile, è essenziale, ora, risolvere questi conflitti e muovere verso
un uso più efficiente del territorio e delle sue risorse naturali. La pianificazione fisica e dell’uso del suolo e la gestione del territorio integrate, possono rappresentare un modo per raggi
ungere tali obiettivi. Esaminando tutti gli usi del suolo in modo integrato, infatti, rende possibile minimizzare i conflitti, massimizzare i vantaggi e unire lo sviluppo sociale ed economico con
la protezione e il miglioramento dell’ambiente, in modo da contribuire al perseguimento degli obiettivi dello sviluppo sostenibile. L’essenza dell’approccio integrato si concretizza nel coordi
namento delle attività settoriali di pianificazione e gestione legate ai vari aspetti dell’uso del suolo e delle risorse territoriali”.
In termini concreti, la realizzazione di uno sviluppo sostenibile degli usi del suolo richiede da una parte la conoscenza delle caratteristiche dello sviluppo stesso (ad es. delle risorse
richieste, degli effetti collaterali) e, dall’altra, l’esame delle risorse esistenti nell’ambiente geografico interessato, valutate in funzione della loro disponibilità e della loro sensibilità.
E’ per queste ragioni che, al di là delle norme di legge, a nostro parere non applicate correttamente (pregiudicando la procedura), l’intervento della società FM Spa potrà essere eventualmente
approvato solo dopo una corretta VAS ed il parere della Regione in merito all’assoggettabilità alla VIA.
Ricordiamo tra l’altro che per l’utilizzo del territorio agricolo
già da tempo la Regione Lombardia chiede vengano effettuati studi relativi ai seguenti aspetti:
- considerare gli elementi relativi alla definizione delle funzioni, degli indirizzi normativi e dei parametri diretti a garantire la conservazione, lo sviluppo e la gestione attiva delle
aree agricole insediate nel territorio comunale anche in relazione alla loro multifunzionalità e in relazione alle esigenze di espansione del sistema edificato e delle infrastrutture. Tali
contenuti riguarderanno principalmente le indagini conoscitive di carattere urbanistico-territoriale ed economico-produttivo relative al sistema rurale da finalizzare all’individuazione delle
aree idonee all’insediamento di infrastrutture, funzioni residenziali, produttive e commerciali.
- sviluppare un’indagine concernente lo stato di fatto, l’evoluzione e le prospettive del sistema economico locale articolato per settori produttivi con particolare attenzione alle problematiche
e alle esigenze del settore agricolo riconoscendo le sue differenti componenti (territoriali, agronomiche e socio-culturali);
- analizzare le linee di trasformazione del territorio rurale con particolare attenzione alle funzioni agro-produttive insediate ed alla relazione delle stesse con il sistema territoriale;
- verificare il sistema insediativo a scala sovra comunale al fine di conseguire un’offerta localizzativa qualificata e coerente con le tendenze di sviluppo in atto e con le specificità del
sistema produttivo locale, nonché compatibile con le necessità di gestione, valorizzazione e salvaguardia attiva del territorio rurale;
- predisporre elaborazioni di dettaglio che consentano di verificare un’efficace connessione con gli elementi ambientali di livello sovra sistemico (e la contestuale predisposizione di una
specifica normativa per le aree agricole che contempli l’identificazione degli elementi rilevanti del territorio agricolo);
- assumere come riferimenti per la progettazione degli interventi per il disegno di una Rete Ecologica le indicazioni fornite dalla programmazione regionale e sviluppata nel Piano Territoriale
di Coordinamento Provinciale;
- assicurare per i nuovi insediamenti e/o per gli ambiti di recupero adeguate condizioni ecologiche, come ad esempio la garanzia di un’adeguata permeabilità dei suoli, prevedere piantumazioni
ed alberature adeguate, spazi verdi, che permettano agli ambiti interessati di contribuire alla rigenerazione dei fattori ambientali del tessuto insediativo.
- verificare i carichi urbanistici e definire una strategia per il miglioramento della qualità urbana anche attraverso la previsione, ad esempio, di servizi generali che consentano un corretto
dimensionamento delle aree a standard opportunamente verificate nel Piano dei Servizi da realizzare ai sensi della L.R. 12/2005.
Inoltre proprio perché il territorio oggetto dell’intervento è inserito in un vasto contesto a destinazione agricola e rappresenta un ambito di buona redditività e di valenza agronomica, chiediamo
che (come indicato dalla Regione Lombardia) sia applicato il
metodo Metland (Metropolitan landscape planning model), una metodologia di pianificazione territoriale basata
su un approccio parame
trico, elaborata a partire dal 1971 da un gruppo interdisciplinare di ricercatori dell’Università del Massachusetts (Amherst-U.S.A.), in risposta all’espansione disordinata delle aree metropoli
tane e alla conseguente erosione di suolo agricolo. Questa metodologia si propone di evidenziare come maggiori vantaggi per la società sarebbero conseguibili attraverso più accorte politiche di
sviluppo in grado di salvaguardare le risorse territoriali e indirizzare l’espansione dell’urbanizzazione verso le aree più adatte.
Distinti saluti
Pavia 19 agosto 2008
Allegato 11.1 -
(torna al rif. all.1)
Oggetto: Procedura SUAP “FM S.p.a.”
Con riferimento alla procedura in oggetto, Legambiente, in qualità di associazione di cui al punto “v” del comma 1 dell’art. 5 del DLgs 152/06, ritiene di dover far presente che la procedura
seguita nel convocare prima la riunione dello Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) e poi quella per la VAS non appare rispettare lo spirito ed i contenuti delle norme in materia di
Valutazione Ambientale Strategica (VAS).
La VAS si caratterizza, infatti, come procedura che accompagna sin dal suo inizio la formulazione di un piano/programma, in ottemperanza a quanto previsto dall’articolo 4, comma 1 della Direttiva
2001/42/CE:”La valutazione ambientale di cui all'articolo 3 deve essere effettuata durante la fase preparatoria del piano o del programma ed anteriormente alla sua adozione o
all'avvio della
relativa procedura”.
Pertanto visto il DLgs 152/06, artt. 3 bis, 3 ter, 3 quater, 3 sexies, 7, 9, 29, ed i commi 3 e 4 a) dell’art. 4, i commi 1 e 3 dell’art. 13, nonché in particolare gli “Indirizzi generali per la
valutazione ambientale di piani e programmi” della Regione Lombardia, approvati con DCR 13.3.2007, che al punto 5.6 e al punto 5.8 rispettivamente recitano: “La VAS costituisce per i P/P parte
integrante del procedimento di adozione ed approvazione”, “Il procedimento di VAS, contestuale al processo di formazione del P/P e anteriormente alla sua adozione, è avviato, con atto formale
reso pubblico, dall’autorità procedente, mediante pubblicazione di apposito avviso sul BURL…..”,
si chiede al Comune di Marzano
di non procedere ad alcun atto relativo alla procedura SUAP prima di avere espletato quanto previsto dalla DGR 6420 del 27 dicembre 2007.
Precisato quanto sopra, Legambiente intende assumere, come per tutte le conferenze di valutazione degli altri comuni, un atteggiamento collaborativo, pertanto aggiungiamo nelle righe che seguono
un contributo in merito alla procedura ed ai contenuti della VAS dei piani o programmi.
La Deliberazione di Giunta Regionale (DGR) 27 dicembre 2007, n. 6420 prevede che:
“L’autorità procedente in collaborazione con l’autorità competente per la VAS definiscono il percorso metodologico procedurale del “piano” (o variante) e della relativa VAS, sulla base dello
schema generale VAS.
conferenza di valutazione (prima seduta)
L’autorità procedente in collaborazione con l’autorità competente per la VAS predispongono un documento di scoping. Ai fini della consultazione il documento viene inviato ai soggetti
individuati con l’atto formale reso pubblico…. e presentato in occasione della prima seduta della conferenza di valutazione occasione in cui si raccolgono osservazioni, pareri e proposte di
modifica e integrazione.
Il documento di scoping contiene lo schema del percorso metodologico procedurale definito, una proposta di
definizione dell’ambito di influenza del piano e della portata delle informazioni da includere nel Rapporto Ambientale.”
Dalla normativa vigente, dai contributi sperimentali esistenti e dall’esperienza in altri procedimenti, si può desumere che il documento di scoping rappresenta un primo passo nel percorso, in
quanto definisce il quadro di riferimento per la (VAS) e descrive le attività di valutazione realizzate. Esso è, in prima istanza, rivolto alle realtà che vengono consultate per contribuire a
definire l'ambito di influenza del PGT e la portata delle informazioni da includere nel Rapporto Ambientale.
Il contenuto del documento di scoping può, a nostro parere, essere così sintetizzato:
- Descrizione dei contenuti della legge regionale di governo del territorio, delle motivazioni alla base dell'avvio del percorso del Piano; approfondimento oggetto ed effetti del PGT con
illustrazione del quadro di riferimento per la VAS.
- Descrizione del processo metodologico-procedurale integrato di PGT/VAS, approfondendo le attività già svolte e richiamando le fasi da realizzare, con particolare attenzione al ruolo della
partecipazione.
- Presentazione delle principali fonti delle informazioni esistenti a livello comunale e di influenza del PGT, finalizzata all'individuazione dei dati e degli indicatori potenzialmente signifi
cativi per le attività di VAS, in modo particolare per la definizione di indicatori per la progettazione del sistema di monitoraggio del piano.
- Presentazione di una prima analisi del contesto per ciascun fattore ambientale richiamato dalla direttiva sulla VAS (3), con riferimento al quadro normativo e programmatico di l
ivello internazionale, europeo, nazionale, regionale e provinciale allo stato attuale e all'evoluzione futura dell'ambiente ed alle principali criticità ambientali.
- Descrizione del sistema degli obiettivi di PGT, illustrandone i criteri per la declinazione tematica e territoriale; individuazione di un insieme di obiettivi di sostenibilità ambientale
desumibili dal quadro di riferimento normativo e programmatico analizzando in modo qualitativo le modalità con cui l'attenzione all'ambiente è stata integrata all’interno degli obiettivi di
piano.
- Illustrazione delle modalità di consultazione e di coinvolgimento delle autorità con specifica competenza in materia ambientale e del pubblico nel processo di PGT/VAS.
- Descrizione dei principali indicatori (quantitativi) di contesto già disponibili o individuati.
Per le modalità di pubblicizzazione dei documenti del procedimento VAS-PGT, l’utilizzo del sito internet del comune, già esistente e ben strutturato, rappresenta sicuramente uno strumento molto
valido, chiediamo però che esso ospiti anche i contributi (come questo) che pervengono da privati, associazioni od enti.
Alleghiamo anche un documento contenente alcune proposte per un “
Progetto di Sviluppo Sostenibile del Territorio Pavese”, presentato da Legam
biente il 21 marzo 2008, proprio come un primo
contributo alla definizione di un modello di sviluppo per la nostra Provincia nelle fasi di aggiornamento del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale e di predisposizione dei PGT comunali
o delle varianti a strumenti urbanistici.
Nel ribadire la disponibilità ad una fattiva collaborazione, si porgono distinti saluti.
Pavia 5 maggio 2008
(torna al rif. all.1)
(3) Vedi punto f) dell’allegato I della Direttiva 2001/42/CE
Allegato 11.2
(torna al rif. all.2)
Oggetto: PROGETTO DI INSEDIAMENTO DI UN NUOVO COMPLESSO INDUSTRIALE CON PROCEDURA S.U.A.P. IN VARIANTE AL PRG.
Con riferimento alla seconda riunione Vas di ieri, come concordato, si trasmette la sintesi delle osservazioni formulate in quella sede:
- Correttamente l’Amministrazione Comunale ha sottoposto l’intervento a VAS e questo servirà anche ad evitare alcuni problemi procedurali che si sono verificati durante l’iter di questa
pratica. Noi, infatti, non abbiamo dubbi che il progetto non possa rientrare in quanto previsto dall’art. 6 comma 3 del Dlgs. 152/06, visto che la superficie di quasi 190.000 mq. non può certo
essere considerata una “piccola area a livello locale”, prima di tutto in rapporto alle dimensioni del comune. La superficie del progetto rappresenta, infatti, il doppio dell’area destinata a
“produttivo” (60.000 mq.) nel PRG e poco meno dell’area destinata a residenza di previsione (escluso il recupero della porcilaia). Inoltre occorre considerare che, anche in mancanza di parametri
regionali, nel PTCP vi è un riferimento importante, perché proposto a suo tempo dai sindaci, in base al quale l’intervento in oggetto rappresenta una tipologia di sviluppo “esogeno”, quindi sovra
comunale superando notevolmente i parametri di cui all’art. 17 del PTCP, che prevedono per un comune di poco superiore ai 1.000 abitanti, un limite di 10.000 mq. di superficie lorda di pavimento.
- Si è passati dalla prima riunione in cui è stato presentato un documento di scoping incompleto (a cui avevamo costruttivamente contribuito con una nota inviata in data 5 maggio 2008), ma i cui
contenuti non sono mai stati completati, ad un “rapporto ambientale” a sua volta incompleto, di cui segnaliamo di seguito, alcune di quelle che a nostro avviso sono le carenze;
- A pag. 15 del rapporto ambientale si dice che il progetto assume una configurazione strategica, non risulta che un SUAP possa avere tale valenza, né che il Comune sia dotato di documento
d’inquadramento adeguato, il che potrebbe forse giustificare almeno lontanamente tale tentativo;
- A pag. 20 si rimandano contenuti di notevole importanza ad una fase successiva della stesura del rapporto ambientale affermando che a quel punto esso “offrirà un livello d’approfondimento
delle valutazioni definitivo”;
- Si era concordato nella precedente riunione che il rapporto ambientale sarebbe stato affiancato da almeno una planimetria in scala adeguata e dalla relazione tecnica, ma questo non è avvenuto,
vanificando la possibilità di adeguata informazione e trasparenza;
- La variante di piano, che deve essere predisposta dal Comune non pare sia stata approntata e solo in sede di riunione di ieri si è chiarita la natura e il contenuto che dovrà essere tradotto
in appositi elaborati;
- Per non dilungarci ulteriormente, si riporta in sintesi l’analisi del documento, con riferimento ai contenuti del Dlgs. 152/06, ALLEGATO VI - Contenuti del Rapporto ambientale di cui all'art.
13, limitandoci per brevità ai primi tre commi (a, b, c), ma naturalmente la verifica dovrebbe essere estesa anche agli altri:
| a) illustrazione dei contenuti, degli obiettivi principali del piano o programma e del rapporto con altri
pertinenti piani o programmi; |
- |
Per la parte urbanistica i contenuti non sono stati descritti, era stata chiesta una cartografia adeguata con
la relazione tecnica, ma nulla è stato inserito nel sito. Gli obiettivi di pag. 61 in particolare i punti 1 e 2 non sembra che possano essere perseguiti con SUAP. Il rapporto con il
PTR è stato liquidato con 6 righe (pag.28), ma come sono stati perseguiti gli obiettivi? x il PTCP sono state riportate alcune parti, non si traggono le conclusioni ad esempio di
quanto richiesto per l’ambito 26.6 ai punti c), d), e), f) e k) o del 26.16 o ambito C punto a), o ancora dell’art. 28 comma 3 punti a), b), c), f) e comma 6.
Il PTPR sembra non esistere, ma a nostro parere ad esempio vi è contrasto per citare un aspetto, con quasi tutti i contenuti del punto 2 degli indirizzi di tutela, già vigenti in
quanto integrati ai sensi dell’art. 10 delle NTA. |
b) aspetti pertinenti dello stato attuale dell'ambiente e sua evoluzione probabile senza l'attuazione
del piano o del programma; |
- |
Non siamo stati in grado di reperire tali dati. |
c) caratteristiche ambientali, culturali e paesaggistiche delle aree che potrebbero essere significati
vamente interessate; |
- |
Qui qualcosa c’è, ma ad esempio non si dice che la costruzione avviene all’incrocio di due strade classificate nella BAP come viabi
lità storica primaria e in questo caso ad esempio gli artt. 32 e 33 del PTCP danno precisi indirizzi… |
Si concorda infine con l’autorità competente (che non può essere il Mulino come citato nel rapporto ambientale) che è necessario chiedere un chiarimento alla Regione Lombardia, per la tipologia
dell’attività svolta, che può essere a nostro avviso ricondotta a “logistica” e quindi da sottoporre a VIA.
(torna al rif. all.2)
Allegato 11.3
(torna al rif. all.3)
Estratto dal sito internet del
Gruppo Antonio Ferrari, alla voce “Chi siamo”
“La ditta individuale Antonio
Ferrari Autotrasporti è stato il punto di partenza di tutte le Società del gruppo oggi operanti.
Fondata nel 1982 con due automezzi, si è sviluppata in modo costante fino al 2003.
Attualmente, a livello di gruppo vanta di una flotta di automezzi composta da pi di 180 mezzi con oltre 300 semirimorchi di vario genere.
La società
FM, costituita nel luglio 1999, raggruppa e controlla il patrimonio immobiliare del Gruppo.
La società
AF Logistics, costituita nel luglio 2001, opera nel settore dei Servizi Logistici.
La società
AF Interlog, costituita nel 2003, opera nel settore delle lavorazioni sul territorio francese.
Oltre ai trasporti, i servizi sono stati estesi al settore dello stoccaggio/movimentazione e delle lavorazioni, andando così a comprendere: realizzazione e locazione dei magazzini (incluse
celle frigorifere) per lo stoccaggio dei prodotti, handling in entrata ed uscita dei materiali, lavorazione di materiali per imballo e di contenitori per prodotti alimentari.”