Allegato 11 - Comune di Marzano
Oggetto: Suap ditta FM Spa, procedura Variante di PRG e VAS
Preg.mo Sig. Sindaco, come con tutte le Amministrazioni Comunali avevamo impostato sin dall’inizio un rapporto costruttivo, purtroppo l’impressione che abbiamo, sia da come è stato gestito finora l’iter della pratica FM Spa, sia per le dichiarazioni alla stampa, che tutto sia già deciso e che gli adempimenti normativi siano solo un “fastidio burocratico” da ridurre il più possibile nel tempo e nei contenuti.
Sappiamo Sig. Sindaco che per molti sarebbe bene che le Associazioni ambientaliste si occupassero di “scarichi velenosi nel Lambro” (come lei suggerisce dalle pagine della Provincia Pavese del 31.7.08) e lasciassero agli amministratori e agli imprenditori la gestione del territorio e le speculazioni fondiarie, senza “disturbare”. La nostra pluriennale attività ci ha portato ad affrontare svariati problemi ambientali, compreso quello della tutela delle acque dall’inquinamento, problema per il quale le Amministrazioni Comunali - oltre a potere contare sulla sensibilità e sull’impegno delle associazioni ambientaliste - si possono rivolgere alla Provincia, che ha le competenze e le possibilità per intervenire in materia.
Pianificazione urbanistica e uso del suolo sono tra i temi di lavoro previsti dallo Statuto di Legambiente e dunque continueremo ad occuparci di territorio ed in particolare di vicende come quella per cui siamo qui oggi.
Per entrare nel merito della “pratica” della FM Spa, abbiamo nei mesi scorsi inviato contributi propositivi; il primo (all. 1), in data 5 maggio 2008, chiedeva di effettuare prima di ogni procedura di Sportello Unico per le Attività Produttive, la VAS, come previsto dalle norme vigenti. La nostra lettera anticipava la presentazione del documento di “scoping”, onde evitare di intervenire successivamente all’esame dello stesso nella prima conferenza di valutazione e far trascorrere ulteriore tempo. Dopo pochi giorni, veniva convocata la prima riunione per il 14 maggio 2008 e presen tato un documento di “scoping” che disattendeva quasi tutti i contenuti segnalati nella nota del 5 maggio.
Da allora il documento di “scoping”, pubblicato il 19 maggio, non è mai stato completato, nonostante nella riunione del 14 maggio avessimo ribadito le necessità di integrazione e questa mancanza ha contribuito sicuramente alla redazione di un Rapporto Ambientale inadeguato.
Il 26 maggio, prot. n. 1876, veniva depositata presso l’ufficio tecnico la “proposta” di Rapporto Ambientale: dodici giorni per un RA crediamo sia un record difficilmente superabile….. Lo stesso veniva pubblicato il 7 giugno sul sito internet del Comune e per l’8 luglio veniva convocata la conferenza di valutazione. In quella sede formulammo (e questa volta non fummo i soli) una serie di rilievi al RA, che riportiamo in allegato (all. 2)e che sono stati ancora una volta sostanzialmente disattesi. Ricordiamo tuttavia che se la pratica proseguirà, nel “parere motivato” a quei rilievi e a quelli che seguono, dovrà comunque essere data puntuale risposta.
Il 16 luglio, dopo otto giorni, il nuovo Rapporto Ambientale (RA) era pronto, veniva pubblicato sul sito internet (in realtà il documento è datato 17.7.08 ore 7.55, ma è un dettaglio……) e veniva convocata la riunione di valutazione conclusiva per la data di oggi. E signor Sindaco….sempre richiamandoci alle sue dichiarazioni alla stampa, nella scelta del giorno non è stata certo chiesta indicazione a Legambiente, che ha manifestato cosa pensava della convocazione, poco dopo averla ricevuta.
Nel merito del Rapporto Ambientale, facciamo presente alcuni aspetti, senza dilungarci molto, visto che le precedenti osservazioni non sono servite….
Prima di tutto alcune considerazioni sulle planimetrie relative alla variante che risultano ancora “urbanisticamente” non corrette e dalle quali risulta che l’area della variante di PRG, che verrebbe trasformata da zona agricola a produttiva, ammonta (forse… e sottolineiamo forse, visti gli atti) a 137.443 mq. e non può certo dirsi una “piccola area”, in quanto triplicherebbe la superficie a destinazione produttiva del Comune, con un aumento del 228%, che porterebbe la percentuale della superficie produttiva, sul totale del territorio comunale, dallo 0,65 % al 2,12%.
A pag 7 del RA vengono correttamente individuati, con riferimento all’allegato I della direttiva 2001/42/CE, i “possibili effetti significativi sull’ambiente” da considerare; peccato che poi nel resto del documento manchi l’analisi dei suddetti effetti e che “l’interrelazione tra gli stessi” non sia nemmeno stata accennata .
In molti punti si cita il progetto Enplan, da noi assolutamente condiviso, ma quanto distante è quel richiamo dalla realtà del testo presentato: è molto chiaro a chi operi una lettura dell’intero documento.
Ipotizziamo che le mancanze appena elencate siano da addebitare alla fretta (non ce ne voglia l’estensore del RA) di cui comprendiamo benissimo le condizioni e i tempi di lavoro; lo dimostra il fatto che non si è nemmeno cambiato l’ultimo periodo di pag. 12 che fa parte di un documento di scoping.
A pag. 18 si afferma che condizione per un intervento sostenibile è che “il bilancio d’impatto tra perdite e guadagni sia a saldo nullo”, condividiamo, ma dov’è la dimostrazione di quanto giusta mente si scrive e che dovrebbe essere illustrato dagli indicatori quantitativi?
Le pag. 21 e 22 sono emblematiche di come si continua a rimandare il nocciolo della VAS. Si parte dal documento di scoping, che però non è mai stato completato, si passa al RA, parlando di indi catori ed alternative che nemmeno in questa versione sono riportati. Seguono poi le criticità rilevate dalla Provincia (ed in parte dalle nostre note) e si conclude rimandando il tutto alla fase di “attuazione-gestione”: ma allora la VAS a cosa deve servire???
A pag. 27 viene descritta l’attività della ditta, in considerazione di quanto vi è riportato, dell’ all. 3 e del fatto che nel verbale dell’8 di luglio, anche il procuratore FM, afferma che vi sarà attività logistica, riteniamo che l’intervento in base alle norme vigenti sia da sottoporre a VIA. A questo proposito chiediamo di conoscere la risposta che è stata data al quesito che l’Amministrazione Comunale doveva formulare alla Regione sulla necessità di sottoporre l’intervento a VIA, come concordato nella riunione dell’8 luglio scorso.
Pag. 32: si cita il punto 2.5 degli indirizzi di tutela del Piano paesaggistico Regionale, ma non si dice che lo stesso punto ne richiama uno precedente, il 2.3, tra i cui indirizzi vi è, tra l’altro, anche “l’eventuale acquisizione delle aree laterali all’infrastruttura in misura adeguata allo sviluppo ed attuazione di un progetto di valorizzazione paesistica”.
Pag. 37: sul PTCP ho già detto abbastanza nelle due conferenze precedenti, quindi aggiungo solo che non ho trovato come delle sue norme ed indirizzi si sia tenuto conto, ma solo una mera e parziale trascrizione.
Pag. 45: vi si trova scritto “si osserva che l’Amministrazione Comunale ha già provveduto ad approfondimenti tematici in sede di Rapporto sull’Ambiente negli anni scorsi”; ci piacerebbe conoscere questi documenti e come si è tenuto conto del loro contenuto.
Da pag.45 a pag. 83 i contenuti sono praticamente identici alla precedente versione, che per altro presentava solo 9 pagine in meno.
Ci chiediamo quindi a cosa siano serviti i rilievi formulati dalla Provincia e da Legambiente……., visto che questo RA, per quanto sopra esposto, sostanzialmente, ma anche per diversi aspetti formalmente, non corrisponde, sia nei contenuti che negli obiettivi, a quanto previsto dal comma 4 dell’art. 13 del Dlgs 152/96, dal punto d) del comma 2 della DCR 351/07 e dal punto 6.4 dell’al legato 1 della DGR 6420/07.
Aggiungiamo infine alcune considerazioni su cosa intendiamo per pianificazione e con quali metodi andrebbe affrontata la trasformazione di un’area agricola.
La nostra Associazione sostiene una pianificazione fisica del territorio che si propone, in un’ottica di sostenibilità, di governare i diversi fattori che intervengono sugli usi del suolo, al fine di destinare in maniera ottimale le diverse aree agli utilizzi richiesti dalla società, ottimizzando, contemporaneamente, il rapporto tra gli aspetti economici, sociali ed ambientali.
Il concetto è espresso bene dalla citazione che segue tratta da un documento FAO (FAO Progress Report on Agenda 21 – Integrated Planning and Management of Land Resources - Roma, 1995).
“L’espansione delle esigenze dell’uomo e delle attività economiche sta causando pressioni sempre crescenti sulle risorse territoriali, creando competizioni e conflitti che portano ad un uso non adeguato del territorio e delle sue risorse. Se, nel futuro, le esigenze dell’uomo devono essere soddisfatte in un modo sostenibile, è essenziale, ora, risolvere questi conflitti e muovere verso un uso più efficiente del territorio e delle sue risorse naturali. La pianificazione fisica e dell’uso del suolo e la gestione del territorio integrate, possono rappresentare un modo per raggi ungere tali obiettivi. Esaminando tutti gli usi del suolo in modo integrato, infatti, rende possibile minimizzare i conflitti, massimizzare i vantaggi e unire lo sviluppo sociale ed economico con la protezione e il miglioramento dell’ambiente, in modo da contribuire al perseguimento degli obiettivi dello sviluppo sostenibile. L’essenza dell’approccio integrato si concretizza nel coordi namento delle attività settoriali di pianificazione e gestione legate ai vari aspetti dell’uso del suolo e delle risorse territoriali”.
In termini concreti, la realizzazione di uno sviluppo sostenibile degli usi del suolo richiede da una parte la conoscenza delle caratteristiche dello sviluppo stesso (ad es. delle risorse richieste, degli effetti collaterali) e, dall’altra, l’esame delle risorse esistenti nell’ambiente geografico interessato, valutate in funzione della loro disponibilità e della loro sensibilità.
E’ per queste ragioni che, al di là delle norme di legge, a nostro parere non applicate correttamente (pregiudicando la procedura), l’intervento della società FM Spa potrà essere eventualmente approvato solo dopo una corretta VAS ed il parere della Regione in merito all’assoggettabilità alla VIA.
Ricordiamo tra l’altro che per l’utilizzo del territorio agricolo già da tempo la Regione Lombardia chiede vengano effettuati studi relativi ai seguenti aspetti:
Inoltre proprio perché il territorio oggetto dell’intervento è inserito in un vasto contesto a destinazione agricola e rappresenta un ambito di buona redditività e di valenza agronomica, chiediamo che (come indicato dalla Regione Lombardia) sia applicato il metodo Metland (Metropolitan landscape planning model), una metodologia di pianificazione territoriale basata su un approccio parame trico, elaborata a partire dal 1971 da un gruppo interdisciplinare di ricercatori dell’Università del Massachusetts (Amherst-U.S.A.), in risposta all’espansione disordinata delle aree metropoli tane e alla conseguente erosione di suolo agricolo. Questa metodologia si propone di evidenziare come maggiori vantaggi per la società sarebbero conseguibili attraverso più accorte politiche di sviluppo in grado di salvaguardare le risorse territoriali e indirizzare l’espansione dell’urbanizzazione verso le aree più adatte.
Distinti saluti
Pavia 19 agosto 2008




Allegato 11.1 - (torna al rif. all.1)
Oggetto: Procedura SUAP “FM S.p.a.”
Con riferimento alla procedura in oggetto, Legambiente, in qualità di associazione di cui al punto “v” del comma 1 dell’art. 5 del DLgs 152/06, ritiene di dover far presente che la procedura seguita nel convocare prima la riunione dello Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) e poi quella per la VAS non appare rispettare lo spirito ed i contenuti delle norme in materia di Valutazione Ambientale Strategica (VAS).
La VAS si caratterizza, infatti, come procedura che accompagna sin dal suo inizio la formulazione di un piano/programma, in ottemperanza a quanto previsto dall’articolo 4, comma 1 della Direttiva 2001/42/CE:”La valutazione ambientale di cui all'articolo 3 deve essere effettuata durante la fase preparatoria del piano o del programma ed anteriormente alla sua adozione o all'avvio della relativa procedura”.
Pertanto visto il DLgs 152/06, artt. 3 bis, 3 ter, 3 quater, 3 sexies, 7, 9, 29, ed i commi 3 e 4 a) dell’art. 4, i commi 1 e 3 dell’art. 13, nonché in particolare gli “Indirizzi generali per la valutazione ambientale di piani e programmi” della Regione Lombardia, approvati con DCR 13.3.2007, che al punto 5.6 e al punto 5.8 rispettivamente recitano: “La VAS costituisce per i P/P parte integrante del procedimento di adozione ed approvazione”, “Il procedimento di VAS, contestuale al processo di formazione del P/P e anteriormente alla sua adozione, è avviato, con atto formale reso pubblico, dall’autorità procedente, mediante pubblicazione di apposito avviso sul BURL…..”,
si chiede al Comune di Marzano
di non procedere ad alcun atto relativo alla procedura SUAP prima di avere espletato quanto previsto dalla DGR 6420 del 27 dicembre 2007.
Precisato quanto sopra, Legambiente intende assumere, come per tutte le conferenze di valutazione degli altri comuni, un atteggiamento collaborativo, pertanto aggiungiamo nelle righe che seguono un contributo in merito alla procedura ed ai contenuti della VAS dei piani o programmi.
La Deliberazione di Giunta Regionale (DGR) 27 dicembre 2007, n. 6420 prevede che:
“L’autorità procedente in collaborazione con l’autorità competente per la VAS definiscono il percorso metodologico procedurale del “piano” (o variante) e della relativa VAS, sulla base dello schema generale VAS.
conferenza di valutazione (prima seduta)
L’autorità procedente in collaborazione con l’autorità competente per la VAS predispongono un documento di scoping. Ai fini della consultazione il documento viene inviato ai soggetti individuati con l’atto formale reso pubblico…. e presentato in occasione della prima seduta della conferenza di valutazione occasione in cui si raccolgono osservazioni, pareri e proposte di modifica e integrazione.
Il documento di scoping contiene lo schema del percorso metodologico procedurale definito, una proposta di
definizione dell’ambito di influenza del piano e della portata delle informazioni da includere nel Rapporto Ambientale.”

Dalla normativa vigente, dai contributi sperimentali esistenti e dall’esperienza in altri procedimenti, si può desumere che il documento di scoping rappresenta un primo passo nel percorso, in quanto definisce il quadro di riferimento per la (VAS) e descrive le attività di valutazione realizzate. Esso è, in prima istanza, rivolto alle realtà che vengono consultate per contribuire a definire l'ambito di influenza del PGT e la portata delle informazioni da includere nel Rapporto Ambientale. Il contenuto del documento di scoping può, a nostro parere, essere così sintetizzato: Per le modalità di pubblicizzazione dei documenti del procedimento VAS-PGT, l’utilizzo del sito internet del comune, già esistente e ben strutturato, rappresenta sicuramente uno strumento molto valido, chiediamo però che esso ospiti anche i contributi (come questo) che pervengono da privati, associazioni od enti. Alleghiamo anche un documento contenente alcune proposte per un “Progetto di Sviluppo Sostenibile del Territorio Pavese”, presentato da Legam biente il 21 marzo 2008, proprio come un primo contributo alla definizione di un modello di sviluppo per la nostra Provincia nelle fasi di aggiornamento del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale e di predisposizione dei PGT comunali o delle varianti a strumenti urbanistici. Nel ribadire la disponibilità ad una fattiva collaborazione, si porgono distinti saluti. Pavia 5 maggio 2008                       (torna al rif. all.1)

(3) Vedi punto f) dell’allegato I della Direttiva 2001/42/CE




Allegato 11.2
                        (torna al rif. all.2)
Oggetto: PROGETTO DI INSEDIAMENTO DI UN NUOVO COMPLESSO INDUSTRIALE CON PROCEDURA S.U.A.P. IN VARIANTE AL PRG.
Con riferimento alla seconda riunione Vas di ieri, come concordato, si trasmette la sintesi delle osservazioni formulate in quella sede:
a) illustrazione dei contenuti, degli obiettivi principali del piano o programma e del rapporto con altri pertinenti piani o programmi;  - Per la parte urbanistica i contenuti non sono stati descritti, era stata chiesta una cartografia adeguata con la relazione tecnica, ma nulla è stato inserito nel sito. Gli obiettivi di pag. 61 in particolare i punti 1 e 2 non sembra che possano essere perseguiti con SUAP. Il rapporto con il PTR è stato liquidato con 6 righe (pag.28), ma come sono stati perseguiti gli obiettivi? x il PTCP sono state riportate alcune parti, non si traggono le conclusioni ad esempio di quanto richiesto per l’ambito 26.6 ai punti c), d), e), f) e k) o del 26.16 o ambito C punto a), o ancora dell’art. 28 comma 3 punti a), b), c), f) e comma 6. Il PTPR sembra non esistere, ma a nostro parere ad esempio vi è contrasto per citare un aspetto, con quasi tutti i contenuti del punto 2 degli indirizzi di tutela, già vigenti in quanto integrati ai sensi dell’art. 10 delle NTA.

b) aspetti pertinenti dello stato attuale dell'ambiente e sua evoluzione probabile senza l'attuazione del piano o del programma;

 -

Non siamo stati in grado di reperire tali dati.

c) caratteristiche ambientali, culturali e paesaggistiche delle aree che potrebbero essere significati vamente interessate;

 -

Qui qualcosa c’è, ma ad esempio non si dice che la costruzione avviene all’incrocio di due strade classificate nella BAP come viabi lità storica primaria e in questo caso ad esempio gli artt. 32 e 33 del PTCP danno precisi indirizzi…
Si concorda infine con l’autorità competente (che non può essere il Mulino come citato nel rapporto ambientale) che è necessario chiedere un chiarimento alla Regione Lombardia, per la tipologia dell’attività svolta, che può essere a nostro avviso ricondotta a “logistica” e quindi da sottoporre a VIA.                        (torna al rif. all.2)


Allegato 11.3                        (torna al rif. all.3)
Estratto dal sito internet del Gruppo Antonio Ferrari, alla voce “Chi siamo”
“La ditta individuale Antonio Ferrari Autotrasporti è stato il punto di partenza di tutte le Società del gruppo oggi operanti.
Fondata nel 1982 con due automezzi, si è sviluppata in modo costante fino al 2003.
Attualmente, a livello di gruppo vanta di una flotta di automezzi composta da pi di 180 mezzi con oltre 300 semirimorchi di vario genere.
La società FM, costituita nel luglio 1999, raggruppa e controlla il patrimonio immobiliare del Gruppo.
La società AF Logistics, costituita nel luglio 2001, opera nel settore dei Servizi Logistici.
La società AF Interlog, costituita nel 2003, opera nel settore delle lavorazioni sul territorio francese.
Oltre ai trasporti, i servizi sono stati estesi al settore dello stoccaggio/movimentazione e delle lavorazioni, andando così a comprendere: realizzazione e locazione dei magazzini (incluse celle frigorifere) per lo stoccaggio dei prodotti, handling in entrata ed uscita dei materiali, lavorazione di materiali per imballo e di contenitori per prodotti alimentari.”